Ilaria/ 19 Marzo, 2020/ Blog, Ispirazione e motivazione, Risorse Umane, Social Media

Lo aveva detto già qualche anno fa Bill Gates, nel corso di una conferenza Ted Talk sull’Ebola, come del resto nel corso degli ultimi anni ho sentito diversi illuminati affermare come “Non sarà una guerra a uccidere milioni di persone ma un virus molto contagioso”.
“Quando eravamo ragazzi – raccontava Bill Gates – il disastro di cui ci si preoccupava era la guerra nucleare.
Temevamo la guerra nucleare, ecco perché tutti in cantina avevamo un barile pieno di lattine di cibo e acqua. Quando l’attacco nucleare sarebbe arrivato, dovevamo scendere, accovacciarci e mangiare dal barile.” Oggi il più grande rischio di catastrofe globale non è più la bomba atomica bensì un virus sconosciuto.
“Se qualcosa ucciderà 10 milioni di persone – diceva Gates nel corso del suo intervento al TedTalk – nei prossimi decenni è più probabile che sia un virus altamente contagioso piuttosto che una guerra. Non missili ma microbi. Il motivo è che abbiamo investito cifre enormi in deterrenti nucleari ma abbiamo investito pochissimo in un sistema che possa fermare un’epidemia. Non siamo pronti per la prossima epidemia. Prendiamo l’Ebola. Il sistema non ha funzionato, non avevano gruppi di epidemiologici pronti a partire, i dati erano imprecisi. Una grande epidemia richiede centinaia di migliaia di operatori. La mancanza di preparazione potrebbe permettere alla prossima epidemia di essere terribilmente più devastante di Ebola.
La prossima volta non potremmo essere così fortunati. Potrebbe arrivare un virus che non ci fa stare tanto male consentendoci di prendere aerei e treni. Un virus come l’influenza spagnola che si diffonde per via aerea facendo milioni di morti. La Banca mondiale stima che se ci fosse un’epidemia di influenza globale il danno stimato sarebbe di tre trilioni di dollari e milioni e milioni di morti”

All’epoca dell’Ebola, il problema non fu che il sistema non funzionò bensì l’assenza totale di “sistema”.
Oggi, a distanza di qualche anno, sembra che “l’intuizione” manifestata da Bill Gates in quella occasione si sia avverata e ci troviamo nella stessa situazione di quando scoppiò l’epidemia di Ebola nel febbraio 2014, solo che, mentre allora l’Ebola non si diffuse nelle aree urbane, oggi il virus si trasmette per via aerea e proprio perchè non è immediatamente invalidante si è diffuso a livello globale, complice la facilità degli spostamenti dell’epoca moderna.
Eppure ancora oggi non abbiamo un gruppo di epidemiologi pronti a partire, che si possano recare in qualunque parte del mondo il virus si sviluppi e non siano in grado di controllare il tipo di malattia e il livello di diffusione. Per non parlare del fatto che non vi è stato modo di preparare la gente.
In questo mondo moderno, dove abbiamo tutti i benefici tecnologici e scientifici, gli smartphone per raccogliere le informazioni e trasmetterle in tempo reale, le mappe satellitari che ci consentono di individuare persone e conoscere gli spostamenti, diverse Nazioni rischiano il collasso a livello civico ed economico a causa di un virus.
Tutto questo accade perchè non esiste un sistema sanitario globale poichè l’individualismo delle Nazioni impera.
Ancora una volta la collaborazione, un senso civico più globale ha ceduto il passo agli interessi nazionali.

Ecco, ciò che percepisco oggi, in questo stato di Pandemia Globale, di isolamento forzato di una intera Nazione è lo smarrimento della gente, impreparata a vivere la condizione in cui ci troviamo.
Non consola il fatto che “siamo tutti sulla stessa barca”, perchè lo smarrimento deriva dalla non conoscenza del quando finirà e dal dubbio che si possa in tempi relativamente brevi tornare alla normalità. lo smarrimento deriva dall’aver limitato le manifestazioni di affetto, a noi popolo latino e per sua natura adesivo.
Il coronavirus ha colpito e sta colpendo in maniera implacabile intere Nazioni, mettendo alla prova i nostri sistemi, la nostra leadership, la nostra stessa umanità.
Tuttavia, da positiva cronica quale sono, non posso che intuire la grande opportunità che possiamo trarre da questa importante esperienza e che di certo dobbiamo giocarci.

Ora mi direte che la maggior parte di noi non può influenzare o prendere decisioni che vengono prese dai nostri governi; ci certo possiamo influenzare e prendere decisioni migliori per noi stessi e per le nostre famiglie.
Lasciatemi spiegare meglio, in pochi giorni ho imparato molto su di me, benchè non mi ritenga proprio una donna inconsapevole. Ho avuto fugaci momenti di paura, delusione e incertezza su ciò che questo accadimento significa per il futuro di tutte le cose che conosco e di cui ho familiarità.
Mi rendo tuttavia conto di essere l’unico destinatario delle decisioni prese e posso controllare solo due cose: me e come scelgo di reagire a ciò che mi accade.

Quindi che succede ora?
Mi impegno ad osservare i miei comportamenti durante questo periodo difficile e diverso dall’ordinario e a cambiare quei comportamenti che non sono salutari o che non mi portano ad essere la persona che voglio essere.
Utilizzo questo tempo per l’autoconsapevolezza e l’autorealizzazione.
Alcune cose che ho già osservato su di me:
– non ho fatto lavare a sufficienza le mani ai miei figli e non ho pulito abbastanza il mio smartphone. Non va bene!
– Compro cibo in eccesso. Non c’è stato un giorno in cui non mi sono ritrovata a conservare il cibo avanzato che avevo cucinato. Ieri per la prima volta, essendoci troppa coda di fronte al supermercato, mi sono ritrovata a far mangiare ai miei figli i parti avanzati. Perchè non lo faccio sempre? Evitare il food wasting.
– Presa da una routine lavorativa non ho incluso molte cose che mi rendo conto in questi giorni mi danno gioia o mi fanno sentire realizzata, come riprendere a scrivere come sto facendo in questo momento. Bene, ora è un buon momento per iniziare a valutare sogni e aspirazioni!
– Non sono stata creativa con la mia leadership! E’ questa una buona occasione per esercitarmi in essa!
– Non devo farmi condizionare emotivamente da ciò che leggo o ascolto in tv (io che non guardo tv in generale) e devo ancora di più imparare a filtrare i contenuti e farmi una mia opinione. Non solo ora ma in generale!
– Mi ritengo abbastanza in salute per poter sconfiggere questo virus qualora mi colpisca? E’ giunto il momento di mangiare bene, fare esercizio fisico, meditare quotidianamente, e prendermi cura ancora di più del mio corpo e della mia mente.
– Ultimo, ma non meno importante, ho imparato che non dedico abbastanza tempo e attenzioni alla mia famiglia, ed alle persone che amo.
Se la consapevolezza è il primo passo, l’azione è il secondo, la fede il terzo.
Mi impegno quindi a cambiare e controllare ciò che posso e quindi me stessa, augurandomi che i cambiamenti in me possano avere un’influenza positiva anche su chi mi circonda.
Oggi, lo vivremo una volta soltanto.
Perchè sprecarlo?
Possiamo spenderlo nella paura o possiamo creare nuove opportunità per il prossimo me.
Possiamo spenderlo da soli o possiamo creare connessioni, digitali ma pur sempre reali con qualcuno.
In fondo, ci vuole un solo giorno per far accadere il cambiamento.
L’oceano è fatto di gocce.
Prenditi cura della tua salute, resta al sicuro, sii gentile ed abbi coraggio.

Ilaria
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About Ilaria

Assisana di origine e milanese di adozione, manager e mamma, sempre in compagnia di trolley e pc. Le relazioni sono il mio lavoro, il mentoring alla mia rete un obiettivo personale prima che professionale. Qui condivido esperienze e competenze che possono essere utili anche per la tua carriera o impresa.

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