Ilaria/ 26 Settembre, 2020/ Blog, Gestione aziendale, Ispirazione e motivazione

John Wooden è stato un allenatore di pallacanestro e cestista statunitense, nonchè il tecnico più vincente della storia del basket collegiale USA.
In un suo intervento al TED di qualche anno fa definisce i punti chiave del successo e dell’insegnamento.
“Nessuna parola scritta può insegnare ai nostri giovani cosa dovrebbero essere e fare per avere successo. Né tutti i libri sugli scaffali delle librerie, bensì gli insegnanti che hanno nel corso della loro vita”.

Pazienza e crederci sempre!

Wooden cita la sua piramide del successo: in cima a tutto troviamo la pazienza ed “il crederci”.
Un concetto quello della pazienza che ritorna in discorsi già visti (“La vita è fatta di centimetri” Al Pacino in Ogni Maledetta Domenica o “There is NO Overnight Success” di Gary Vay), denominatore comune per qualsiasi obiettivo che si voglia raggiungere.
Wooden pone il Focus su obiettivo e allenamento costante.
Il punto interessante del talk è la sua definizione di successo, nata, racconta lui stesso, dopo alcune discussioni con dei genitori mentre insegnava in Indiana: “Il successo rappresenta la serenità acquisita esclusivamente attraverso la soddisfazione personale nel sapere che hai dato il massimo rispetto al tuo potenziale”.
Se ti impegni al meglio in ciò che sei capace di fare cercando di migliorarti costantemente, allora avrai raggiunto il successo.
Ed in fondo è qualcosa di simile alla differenza tra “carattere” e “reputazione”.

Carattere o Reputazione?

Mi sono trovata molte volte a parlare dell’importanza della “Reputation”, di ciò che le persone percepiscono di te, il carattere, invece, è ciò che realmente sei.
Ora questa affermazione può risultare controcorrente, ma io penso che il carattere sia molto più importante di quello che gli altri pensino di te.
Ciò che sono, che faccio ogni giorno, l’impegno continuo mi determina.
Un giorno un ascoltatore mi ha detto; “io amo vincere, questo è ciò che mi muove e che descrive me stesso, non lo faccio per i soldi o i bonus è perché è il mio Why, il mio perché”.
Risposi che Vincere è il risultato. Tutti amiamo vincere! Fa sentire bene; è dopamina e lo vuoi fare ancora e ancora; ma il colpo di dopamina non dura. Ed il “problema” di fare qualcosa con lo scopo di vincere è che non è ispirante!
E cosa accade quando non vinci?
Continui ad essere ispirato? Vincere è il risultato è l’output, la motivazione è l’input.

Non si può vincere sempre

Non puoi vincere ogni cosa. O meglio dovresti accontentarti di competere con persone di basso profilo al fine di garantirti una vittoria costante.
I tuoi amici ti amano perché vinci sempre? Certo che no!Il Perché abbiamo certi comportamenti o scegliamo di fare determinate cose è il valore che noi diamo al mondo ed è più potente del vincere,  perché è ispirante anche rispetto ad un eventuale risultato attuale deludente. Ed è il motivo per cui gli amici ti amano, i colleghi ed i clienti si fidano di te. I tuoi amici ti amano perché tu offri un valore alla loro vita. 

Mantenersi ispirati per ispirare

Il nostro PERCHÉ è ciò che ci guida anche quando non stiamo vincendo. Ci mantiene ispirati indipendentemente dal risultato.
Questa forse è una visione del mondo antistorica: un mondo in cui la stragrande maggioranza delle persone si sveglia ogni mattina ispirata, si sente al sicuro ovunque si trovi e finisce la giornata soddisfatta dal lavoro che svolge.

La leadership va provata “sulla lunghezza”

Voglio lasciarti un’altra suggestione: Ami tua moglie, tuo marito il tuo compagno/a? risponderai di Sì!

Bene! Provalo! Dimmi il giorno, il momento esatto in cui l’amore è accaduto. E’ una domanda impossibile vero? Ma non perché l’amore non esista, bensì perché è più semplice provarlo nel tempo, sulla lunghezza.
Per la leadership è la stessa cosa.
È come con l’esercizio fisico: vai in palestra e lavori sodo, torni a casa e ti guardi allo specchio, ma non vedi alcun cambiamento. Il giorno seguente vai in palestra e lavori sodo, torni a casa ti guardi allo specchio e non noti alcun cambiamento evidente. Nulla di diverso! Quindi, è lampante che non ci sono risultati che possano essere misurati nel breve periodo e sei portato a dire che quell’allenamento non è efficace. E quindi spesso molliamo, giusto?
Ma se tu credi fermamente che questa è la giusta linea di condotta, che quell’allenamento è giusto, allora “rimani” con esso, come in una relazione!
Continuerai ad impegnarti ed esercitarti.
Puoi rovinare tutto. Puoi mangiare del cioccolato o una torta, o saltare l’allenamento. Ma se segui il programma costantemente, non so dirti esattamente in quale giorno preciso, ma sono certa che inizierai a vedere risultati.
Ed è lo stesso nelle relazioni, come nella leadership. Non è qualcosa che riguarda gli avvenimenti, non è qualcosa che riguarda l’intensità, è qualcosa che riguarda la consistenza.

Consistenza e perseveranza

Puoi andare dal dentista due volte l’anno e non lavare quotidianamente i denti; posso dirti con certezza che i tuoi denti cadranno. Devi lavare i tuoi denti ogni giorno, almeno due volte al giorno per due minuti, allora vedrai risultati positivi. 
È la consistenza, la perseveranza, la continuità che fanno la differenza.
Andare in palestra un giorno per otto ore ed ucciderti di fatica non ti rimetterà in forma. Lavorare ogni giorno per venti minuti, invece, produrrà risultati.

La leadership non è intensità

Tendiamo a trattare la leadership con intensità: Trascorri due giorni fuori casa per seguire un intenso corso motivazionale, ascoltia “guru”, magari vieni anche premiato per un qualche tuo risultato, e quindi “Sei un Leader”! Queste cose sono come andare dal dentista, sono buone per mantenerti sui giusti binari, imparare nuove lezioni ma è la pratica costante di tutte quelle monotone attività, piccole e noiose cose, come lavare i denti, che produce più risultati.
Lei non si è innamorata di te perchè ti sei ricordato di San Valentino. Lei si è innamorata di te perché quando ti alzi al mattino, le dai il buongiorno prima di controllare le mail sul tuo smartphone. Si è innamorata di te perché quando vai al frigo per prendere una bibita per te, le chiedi sempre cosa desidera bere. Si è innamorata di te perché quando tu hai un incredibile giorno al lavoro e lei torna dal lavoro ed ha avuto invece una giornata pessima tu non le dici “va bene ma ora ti racconto la mia splendida giornata!”. E quando senti che ha avuto una giornata terribile non gli e la racconti nemmeno, la tua ottima giornata. Questo il motivo per cui si è innamorata di te. Si tratta di un accumulo di tutte queste piccole cose che l’hanno fatta alzare un giorno e rendersi conto e dire “lo amo”.
Non posso dirti quindi un giorno esatto e che tipo di azioni particolari dovrai fare per avere successo in una relazione o esprimere la tua leadership.

La leadership è una questione di relazioni

La leadership è esattamente la stessa cosa. Non c’è un evento, qualcosa che posso dirti di fare affinchè le persone si fidino di te: è un accumulo di tante piccole cose, che prese singolarmente possono sembrare innocue ed inutili, come dire buongiorno a qualcuno o guardare le persone negli occhi.
Conosco una persona che un giorno mi disse; “se incontri una persona e gli chiedi come sta, attendi la risposta!” Quante volte al telefono esordiamo chiedendo all’interlocutore come sta, ma non attendiamo nemmeno la risposta e passiamo immediatamente alla richiesta che dobbiamo rivolgergli?!
Ecco, sono cose come questa, piccole, innocue cose che tu fai ogni giorno, per cui le persone di fideranno di te e tu arriverai ad affermare “io amo il mio lavoro”.

la differenza tra “I love my job” e “I like my job”

“I like my job” significa:”oh sì! E’ una bella sfida, mi pagano bene e mi piacciono le persone!”
“Amo il mio lavoro” significa:”Non voglio lavorare da nessun’altra parte, non mi interessa quanto qualcun altro è disposto a pagarmi!”
Io sono devota alle persone qui e mi prendo cura disperatamente delle persone qui perché sono la mia famiglia. Nel business noi abbiamo i colleghi che lavorano con noi; nel mondo militare si parla di sorelle e fratelli. Questo è come si pensano reciprocamente. Se tu hai una forte cultura aziendale, le persone si penseranno reciprocamente come fratelli e sorelle.
Che non è un dire “ah è come una famiglia”, no. Fratelli e sorelle significa “Amore profondo”. Combattimento, competizione, certo, ma l’amore non passa; battibecchi, ma l’amore resta. Io discuto con mio fratello, ma se tu lo minacci dovrai avere a che fare con me!
Possiamo avere discussioni, internamente, ma nessuno si farà del male e se arriva un attacco dall’esterno ci presentiamo come un fronte unico e compatto. Questo è sentirsi fratelli e sorelle.
E come crearli da persone che un giorno prima erano degli estranei e semplicemente lavorano nella stessa azienda?
Credo comuni, valori comuni, sostegno ai “genitori”, titolari e manager, che  ogni giorno si prendono cura della tua crescita professionale, della tua autostima, perchè possa raggiungere risultati migliori.

La leadership ha a che fare con l’amore e la devozione

Questa è la leadership. Ed ha assolutamente a che fare con l’amore e la devozione per le persone che decidono di impiegare le loro vite in una impresa comune ed uno scopo più grande.
Siamo animali altamente sintonizzati, siamo bravi a percepire se una persona è triste o felice, se si fida di noi.
Robin Dunbar, professore dell’università di Cambridge, teorizzò che non possiamo mantenere più di 150 circa relazioni strette nel corso della nostra vita. E se pensiamo alla ragione, essa ha perfettamente senso. Ci sono due fattori limitanti: il primo è il tempo: se tu dai anche solo due minuti a tutte le persone che conosci non ti fai amici stretti. L’altra è la memoria: non posso ricordarmi il volto ed il nome di tutte le persone che incontro. 
Nelle grandi aziende è quindi abbastanza ovvio che non puoi conoscere tutti. 
Ma quando affermo “io mi prendo disperatamente cura delle persone di cui conosco il nome o il volto”, io sto esprimendo appieno la mia leadership e la infondo in coloro di cui mi prendo cura allo scopo di ispirarli a fare lo stesso con altre 150 persone; e così via. In questo modo, anche in una grande azienda, ciascuno si riconoscerà in un leader, colui che si prende cura di loro.

Il coraggio di fare la cosa giusta

Un leader deve avere coraggio, perché è dura stare dritti di fronte alle pressioni di risultati a breve termine, fare la cosa giusta, a volte ingrata; rinunciare ad un guadagno immediato per restare fedele ai propri valori o a quelli della propria azienda.
E’ il coraggio di fare la cosa giusta di fronte alle urgenze che ci travolgono ogni giorno e che solo i leader migliori hanno.

Il coraggio è follia e non credere che si tratti di una profonda forza interiore: non scavi in profondità e trovi il coraggio! Il coraggio è esterno, viene dal supporto che senti dagli altri, da coloro di cui tt stai prendendo cura.

La leadership viene dalle relazioni che favorisci perchè ti prendi veramente cura delle persone. E se coltiverai relazioni “strette”, come queste, troverai il coraggio di fare la cosa giusta e quando si agisce con coraggio, si ispira gli altri a fare lo stesso e questo ispira ancora altre persone a fare altrettanto ed a seguire l’esempio.

Queste relazioni che intrattieni nel corso della tua vita non solo ti  trasformerà nel leader cui aneli, ma ti salverà dall’arrenderti e dal lasciarti andare di fronte alle difficoltà.

 

 

Ilaria
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About Ilaria

Assisana di origine e milanese di adozione, manager e mamma, sempre in compagnia di trolley e pc. Le relazioni sono il mio lavoro, il mentoring alla mia rete un obiettivo personale prima che professionale. Qui condivido esperienze e competenze che possono essere utili anche per la tua carriera o impresa.

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